Questa è la scienza, lor signori

Prendo la penna, la poggio sul foglio
penso un po’ e poi scrivo ciò che voglio
Anzi no, non è un’opinione:
È solo il frutto della ragione
Prende forma da un rivolo nero
Descrive una mela che cade, un buco nero
Succede lì, lo affermo qui,
Così vicino, così lontano
Eppure è vero, lo tocco con mano.

Affermare per poi verificare,
Indagare, sperimentare,
progredire, ricominciare:
Questa è la scienza, lor signori
E non c’è modo di farla fuori.
Il dato s’interpreta, non si cancella
E non perché lo dice Umberto Cannella.
È valido come un mantra
Ma la religione non ci entra.

L’Universo per lo più è ancora oscuro
E a volte si sbatte contro un muro:
Tutto questo è un po’ frustrante
Ma ancor di più è stimolante.
Nessuno riesce a prevedere
Fin dove la curiosità può far volare
Ma se ci si lascia trasportare
Si è sicuri di arrivare
Da qualche parte inaspettata
Nuova, reale e inesplorata

È da lì che poi ci si gira
E il cammino si rimira;
Si pensava di aver sognato
E invece tanto si è guadagnato:
Comprensione, cognizione,
Una nuova spiegazione
Che un fenomeno descrive
Ed è qualcosa che poi vive
Applicata a destra e a manca
Rende la vita meno stanca.


[ Questa è la mia terza poesia, le precedenti sono:
– “Che ce frega der bosone?
– “Ode to the Higgs
buona lettura! ]

2 thoughts on “Questa è la scienza, lor signori

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