SuperQuark 2.0

Ieri sera è ricominciato SuperQuark o, per lo meno, questa è stata la prima puntata che ho visto della nuova stagione: vivendo all’estero seguo la nostra tv poco e da lontano.

Confesso che mi sono un po’ annoiato. Per carità, i servizi sono ben fatti e trattano temi abbastanza interessanti ma tutto mi sembra uguale a quando ho cominciato a seguire la trasmissione da bambino trent’anni fa (30!). Squadra vincente non si cambia? Sicuramente ma non posso fare a meno di ricordare un’intervista che Paolo Bonolis rilasciò al Corriere della Sera poco prima del Natale 2012. Alla fatidica domanda su quale fosse il suo sogno nel cassetto, Bonolis rispose qualcosa del tipo: “mi piacerebbe realizzare una versione di SuperQuark tagliata sui giovani: io ci sono cresciuto con questa trasmissione ma è forse giunto il momento di farne una specifica per un pubblico diverso”.

Già me lo sognavo: un programma dove la verve di Bonolis facesse da catalizzatore per portare ai giovani il messaggio e l’esempio che la scienza non è affatto noiosa né fatta solo di numeri e formule; quelli ci sono, nessuno lo discute, ma hanno lo stesso ruolo delle note in musica: sono uno strumento non l’essenza. Provai a contattare Paolo Bonolis per discutere di questa sua idea che combaciava perfettamente con la mia passione e competenza. Ero appena tornato dal mio biennio lavorativo in USA, diviso tra ricerca e divulgazione. Avevo osservato e imparato tanto, il che mi aveva permesso di sviluppare anche delle idee mie originali. Condivido qui oggi queste mie idee, ipotizzando una collaborazione tra Bonolis come conduttore a 360 gradi e me come referente scientifico.

M’immagino, ad esempio, di presentare e discutere in studio il video di uno spettacolo di ballo sui buchi neri, interpretato da studentesse della facoltà d’arte di una università americana e da me curato quando ero lì come ricercatore. Oppure di ascoltare e commentare insieme al pubblico i suoni dell’universo: dal respiro delle stelle all’osservazione del bosone di Higgs molti dati scientifici sono stati trasposti in chiave musicale anche rock, per non parlare di rapper americani che insegnano nelle scuole come scrivere rime di scienza. Ancora, c’è chi s’ispira alle meraviglie del cosmo per cucinare o disegnare abiti di moda, anche per le firme di grido. Da ultimo, si può ritrovare l’ordine della natura e la bellezza della matematica in murales e opere d’arte come la Notte Stellata di Van Gogh.

Tutti questi esempi servono da spunto per avvicinare l’ascoltatore all’emozione delle scienze, prima che al loro rigore: quest’ultimo, infatti, è perlopiù motivo di paura e allontanamento da parte del pubblico di non esperti. Invece, scoprendo l’aspetto emotivo delle scienze si possono instillare passioni impensate. Così è successo a me quando ero adolescente: i racconti di una mia cugina laureanda in fisica mi hanno sedotto verso quella che sarebbe diventata la mia scelta di vita oltreché di carriera. Sulla base di questa mia esperienza mi piacerebbe vedere usata la tv per proporre ai giovani di oggi una scienza alla loro portata e vicina al loro sentire, affinché la nascita di una passione si trasformi in un’opportunità educativa e formativa della loro persona.

One thought on “SuperQuark 2.0

  1. Interessante e stimolante.
    Era ora!
    La realtà di oggi richiede di suscitare interessi positivi nei giovani per la loro crescita e per il progresso scientifico della nazione.
    Spero che Paolo Bonolis – che stimo – legga anche lui questo articolo.

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