Neanche Hawking

Neanche Hawking sa che cosa c’è
dietro a quel punto che più nero non ce n’è;
può sudare, lui ha pensato
ma lì non si è fermato.
 
Un amico suo ha capito,
e si è anche divertito,
che se un libro è un buco nero
allora è proprio strano per davvero:
le sue storie variegate
sono tutte condensate
non sulle pagine all’interno

ma sulla copertina che è all’esterno.bla

Basta il nome “buco nero”
a indicare che è un mistero:
che succede se ci cado, dov’è che me ne vado?
Divento un fuoco d’artificio
o uno spaghetto come al pastificio?
 
E se ci verso una tazza di tè, di lei che ne è?
Il liquido è assorbito ma il calore è sparito?
E se fosse latte freddo la sua colazione?
Che ne sarebbe di quest’informazione?
 
Tante cose noi sappiamo,
molte più ne ricerchiamo;
la spinta è la curiosità
la compagna la creatività.

Questa è la scienza, lor signori

Prendo la penna, la poggio sul foglio
penso un po’ e poi scrivo ciò che voglio
Anzi no, non è un’opinione:
È solo il frutto della ragione
Prende forma da un rivolo nero
Descrive una mela che cade, un buco nero
Succede lì, lo affermo qui,
Così vicino, così lontano
Eppure è vero, lo tocco con mano.

Affermare per poi verificare,
Indagare, sperimentare,
progredire, ricominciare:
Questa è la scienza, lor signori
E non c’è modo di farla fuori.
Il dato s’interpreta, non si cancella
E non perché lo dice Umberto Cannella.
È valido come un mantra
Ma la religione non ci entra.

L’Universo per lo più è ancora oscuro
E a volte si sbatte contro un muro:
Tutto questo è un po’ frustrante
Ma ancor di più è stimolante.
Nessuno riesce a prevedere
Fin dove la curiosità può far volare
Ma se ci si lascia trasportare
Si è sicuri di arrivare
Da qualche parte inaspettata
Nuova, reale e inesplorata

È da lì che poi ci si gira
E il cammino si rimira;
Si pensava di aver sognato
E invece tanto si è guadagnato:
Comprensione, cognizione,
Una nuova spiegazione
Che un fenomeno descrive
Ed è qualcosa che poi vive
Applicata a destra e a manca
Rende la vita meno stanca.


[ Questa è la mia terza poesia, le precedenti sono:
– “Che ce frega der bosone?
– “Ode to the Higgs
buona lettura! ]

Che ce frega der bosone?

Il Professor Higgs in posa davanti alla lavagna con la sua teoria

Il Professor Higgs in posa davanti alla lavagna con le equazioni che descrivono il suo modello teorico.

Che ce frega der bosone?
Ci frega, ci frega eccome:
Non è cosa poi tanto lontana
Se aiuta una persona a restar sana.
“Ma di cosa stai parlando?
Io proprio non ti comprendo!”
Lascia allora che io ti dica
Perché la fisica è tua amica.

Lo raccontavo anche a mia zia
di quella certa adro-terapia
“Cos’è sta roba? che se magna?”
Guarda, c’è una scritta alla lavagna
Col bosone e i suoi amici,
Che so’ un po’ strani, come dici,
Ma per capire cosa fanno
C’è voluto tanto senno,
Scienziati pazzi di curiosità
Sempre in cerca di più verità;
Fogli di calcoli a mani basse
Per capir chi è che dà le masse
Alle particelle elementari
Che a lui si legan in modi vari.

È proprio lui, il gran bosone
Col nome di un professorone,
Per dar la caccia noi al quale
Si è studiato anche un male:
Un certo tipo di tumori
A cui si sparano da fuori
Nuclei atomici pesanti
Che non sapevamo così efficienti:
Sono questi detti adroni
Che significa “omaccioni”,
Gente forte come l’interazione
Che governa la loro azione.

Ora basta coi dettagli,
Ché già ti vedo che sbadigli.
Ti basti solo ricordare
Che proprio non ci si può stare
Senza ricerca e senza scienza
Sarebbe molta più la sofferenza:
Del futuro non ha paura
Chi conosce la Natura,
La rispetta e la comanda
Perché ha risposto alla domanda:
“Cosa c’è oltre il vedere?
ho bisogno di sapere!”

[Per saperne di più sulle applicazioni della fisica delle particelle alla medicina: Atomi che curano. Per leggere altre mie rime di scienza clicca sull’etichetta “Scienza in rima” tra quelle che caratterizzano questo articolo. ]